Elaborare il lutto

Assenza,
più acuta presenza.
Vago pensier di te
vaghi ricordi
turbano l’ora calma
e il dolce sole.
Dolente il petto
ti porta,
come una pietra leggera.


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Questa delicata poesia, scritta da Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 1911 – Roma, 2000), padre dei registi Bernando e Giuseppe, introduce in pochi versi la tematica del lutto e della perdita di una persona cara.

L’esperienza della perdita costituisce un passaggio universale sempre presente nel corso della vita umana, ad esempio in momenti come la fine di una relazione affettiva, il termine di un’attività lavorativa o un fallimento personale o scolastico, il pensionamento, la perdita del proprio ruolo sociale e molte altre esperienze che possono elicitare un notevole livello di dolore e senso di solitudine.

Il termine lutto deriva dal latino luctus (da lugere, piangere) che significa “pianto, afflizione profonda causata dalla perdita di una persona cara”.

Assenza, più acuta presenza” rimanda alla condizione nella quale l’assenza fisica dell’altro diventa una presenza acuta: l’assenza può renderci presente una persona più di quando la si ha davanti e se l’altro è presente spesso non ci accorgiamo del suo valore e della sua importanza.

Il lutto è un processo psicologico che richiede una sua elaborazione: ogni individuo ha la propria storia e le proprie risorse interne, pertanto ognuno lo affronta in modo personale e secondo i propri tempi.

Il lutto è un processo che fa parte della vita, pertanto non va censurato o sminuito, ma richiede un lavoro psichico, che va vissuto con pazienza, nella sua spontanea evoluzione, accogliendo il dolore che ne fa parte. Il dolore ha bisogno di essere ascoltato.

Come nella poesia, i ricordi diventano “vaghi”, perché anche loro non si possono toccare, turbano i nostri momenti di quiete passati al “dolce sole”.

È doloroso, perché non si può tornare indietro alla condizione precedente, ma richiede un cambiamento.

La persona può procedere nella riorganizzazione della propria vita in seguito ad un lutto grazie al sostegno dell’ambiente che lo circonda (famiglia, amici, rete sociale…) sia attraverso risorse specifiche (come ad esempio i gruppi di auto-aiuto).

Se il lavoro del lutto non viene adeguatamente elaborato, può trasformarsi in “lutto complicato”, caratterizzato da apatia, perdita di interessi e condizionando negativamente le relazioni affettive e sociali.

La consulenza psicologica nell’elaborazione del lutto e della perdita può costituire un supporto importante per aiutare le persone ad adeguarsi alla nuova condizione e affrontare i sentimenti ad essa connessi.

Un percorso psicologico può permettere alla persona di trovare uno spazio e un tempo per ricordare e pensare alla perdita, mettendo in atto strategie per elaborare il lutto.

Il peso del lutto in Bertolucci si mostra metaforicamente nel petto dolente: il dolore e il pianto possono trovare posto nel quotidiano ed essere usati come mezzo di comunicazione con l’altro. Ciascuna emozione gioca un suo ruolo specifico nel processo di elaborazione e metabolizzazione dell’evento. Relegare nel cassetto le emozioni più difficili e dolorose, come talvolta si è tentati a fare, rischia di accrescere lo stress e rallentare il processo di elaborazione.

Ecco che il lavoro del lutto è completato quando è riuscito a trasformare il dolore in una pietra leggera sul cuore, rappresentata dalla presenza delle persone care dentro di noi, rendendolo più sopportabile.feather-1359097_960_720

L’esito positivo del lavoro di lutto può consentire all’individuo di trovare nuove energie vitali e di proseguire il proprio percorso di vita: gli individui che sono in grado di accettare la perdita di qualcuno o di qualcosa per loro importante, in genere trovano poi molto più facile andare avanti e vivere una vita più serena, raggiungendo un livello di adattamento in tempi non eccessivamente lunghi.

Per informazioni o consulenze in merito alla tematica trattata, contatta lo studio.


L’autrice: Dr.ssa Copat Corinne

La Dr.ssa Copat è Psicologa clinica. Esercita la libera professione presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia di Pergine Valsugana. E’ laureata in Psicologia presso l’Università di Padova ed è specializzanda in Psicoterapia Psicodinamica.

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Apre l’EMPATHY MUSEUM

Il 4 settembre a Londra è stato inaugurato l’Empathy Museum, il primo Museo dell’Empatia, un museo che invita le persone ad “indossare i panni altrui”, almeno per un giorno, per sviluppare una maggiore sensibilità.

Il museo sarà in realtà una mostra itinerante internazionale dedicata allo sviluppo della capacità di empatia e alla creazione di una rivoluzione globale delle relazioni umane.

Ma esattamente cos’è l’empatia? compassion-857727_640

Capita spesso di sentire parlare di empatia, attraverso i mezzi di comunicazione o nelle conversazioni abituali.

Innanzitutto, è importante distinguerla dalla simpatia e dalla compassione.

Nella simpatia non si condividono solo le emozioni, ma anche gli obiettivi, i valori e gli ideali dell’altro. La compassione, invece, pone l’attenzione sulla sofferenza ed è legata all’idea di una vittima di cui prendere le difese, magari contro un aggressore. Non prevede reciprocità e a volte può essere accompagnata da un sentimento di superiorità.

L’empatia è in realtà una capacità complessa che presuppone anche una buona gestione delle proprie emozioni.

Carl Rogers, psicologo statunitense, ha definito l’empatia come la capacità di utilizzare gli strumenti della comunicazione verbale e non verbale per mettersi nei panni dell’altro, identificandosi parzialmente nel suo mondo soggettivo nel contesto di un’accettazione autentica e non giudicante.

Successive teorie psicologiche hanno esteso il concetto, sottolineando come nell’empatia vi sia la possibilità di riconoscere” nel vissuto altrui qualcosa che si è già sperimentato nella propria esperienza emotiva; l’empatia comporterebbe quindi un partecipare dello stato emotivo dell’altro nella “qualità” di tale vissuto pur non condividendone l’intensità. Si tratta quindi di mantenere durante l’intero processo di sintonizzazione emotiva il proprio punto di vista, i propri valori e le proprie emozioni, dove i sentimenti dell’altro vengono compresi e condivisi senza tuttavia sostituire i propri. L’esempio è quello della madre che deve provare i medesimi sentimenti del bambino, anche se in modo meno intenso, altrimenti non potrebbe calmarlo.

L’empatia si può apprendere?

L’empatia viene sviluppata fin dalla più tenera età: la capacità di cogliere e gestire l’emozione dell’altro che è in noi stessi trova le sue radici più antiche nella comunicazione madre-bambino. Una corretta educazione emozionale passa attraverso la capacità del genitore di entrare in risonanza e comprendere i bisogni del bambino identificando e denominando i suoi stati emotivi affinché egli possa gradualmente imparare a riconoscerli, differenziarli e comprenderli.

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Tutti questi aspetti concorrono a far sì che l’empatia sia un fattore terapeutico specifico della psicoterapia, principalmente per una serie di caratteristiche positive, ad esempio: condivisione emotiva, accettazione, ascolto senza giudizio, coinvolgimento affettivo, ecc.

Link: http://empathymuseum.com/


L’autrice: Dr.ssa Copat Corinne

La Dr.ssa Copat è Psicologa. Esercita la libera professione presso lo Studio di Psicologia di Pergine Valsugana. E’ laureata in Psicologia presso l’Università di Padova ed è specializzanda in Psicoterapia Psicodinamica.

Oliver Sacks

La scomparsa di Oliver Sacks

Neu­ro­logo e scrit­tore di fama, Oli­ver Sacks è stato uno degli intel­let­tuali più noti e influenti degli ultimi decenni.

Oliversacks

E’ morto nella sua casa di New York domenica 30 agosto 2015. Aveva 82 anni.

Il neurologo britannico ha contribuito a cambiare la percezione delle malattie neurologiche, mettendo sempre al centro la persona. La sua peculiarità è stata quella di riuscire a coniugare il rigore scientifico con la ricchezza narrativa, in modo da dare al lettore un rimando molto vivido di come una persona affetta da un disturbo neurologico possa conviverci e cercare di adattarsi alla propria condizione. Dal suo libro più famoso, Risvegli, nel 1999 è stato tratto anche un film con lo stesso titolo interpretato da due grandi attori come Robin Williams e Robert De Niro.

Il suo stile di scrittura è caloroso, sapiente e creativo al tempo stesso Sacks ha sempre confermato di possedere qualità umane di comunicatività, dimostrandosi interessante, umoristico e autoironico.

Per chi fosse interessato ad approfondire le sue opere più conosciute, lo Studio di Psicologia di Pergine Valsugana consiglia la lettura del libro “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”, un libro affascinante, che porta all’attenzione di tutti condizioni e situazioni spesso inimmaginabili.

Titolo: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello
Autore: Oliver Sacks
Traduttore: Clara Morena
Pagine: 318
Anno di pubblicazione: 2001
Editore: Adelphi
ISBN: 9788845916250
Prezzo di copertina: 11 €


L’autrice: Dr.ssa Copat Corinne

La Dr.ssa Copat è Psicologa. Esercita la libera professione presso lo Studio di Psicologia di Pergine Valsugana. E’ laureata in Psicologia presso l’Università di Padova ed è specializzanda in Psicoterapia Psicodinamica.

Dott.ssa Corinne Copat – Psicologa Clinica Pergine Valsugana

Questo sito si propone come intento quello di informare le persone interessate ad uno psicologo a Pergine Valsugana.

Lo Studio di Psicologia della Dott.ssa Copat, con sede a Pergine Valsugana, offre sul territorio un servizio qualificato di prevenzione e cura del disagio psicologico.

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L’obiettivo dello studio è di perseguire il benessere psicologico della persona e di migliorare la qualità della vita individuale, di coppia, familiare, sociale e professionale.

Presso lo Studio di Psicologia e Psicoterapia di Pergine Valsugana della Dr.ssa Copat è garantito uno spazio di relazione protetto, dove poter affrontare i disagi e le difficoltà che possono presentarsi in diversi momenti e fasi del ciclo di vita della persona.

Rivolgersi ad uno psicologo e decidere di intraprendere un percorso psicologico, può infatti rivelarsi fondamentale in situazioni di disagio emotivo, in presenza di difficoltà di relazione, ansia, depressione, crisi durante il ciclo di vita, o semplicemente per avere maggior consapevolezza riguardo ciò che accade dentro di sé, per acquisire nuovi strumenti volti a migliorare la qualità della vita sia in ambito privato che professionale.

Le possibilità di intervento per chi si rivolge allo Studio di Psicologia di Pergine Valsugana possono essere diverse a seconda dell’esigenza del singolo, della coppia, della famiglia. Insieme allo psicologo la persona può definire gli obiettivi e i tempi necessari perché si raggiunga un cambiamento.

Il primo colloquio è gratuito in quanto permette alla persona di comprendere realmente come avviene una consulenza e consente al terapeuta di capire quale potrebbe essere il percorso più adatto al suo tipo di disagio presentato.

Il percorso definito insieme si adatta flessibilmente alle esigenze e ai nuovi bisogni che possono sorgere mano a mano che si procede nella terapia.

Gli interventi dello Studio di Psicologia di Pergine Valsugana si rivolgono a:

  • adulti
  • adolescenti
  • coppie
  • famiglie

Per consulenze psicologiche o altre richieste, inviare una mail oppure telefonare e prendere un appuntamento.

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