I benefici della Biblioterapia

I benefici della biblioterapia

E’ ormai di ampio dominio che leggere libri aumenta il benessere, la capacità empatiche, l’autostima. Un buon libro è strumento di conoscenza, crescita cognitiva, psicologica e sociale nel percorso di tutta la vita.

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In rete si possono trovare molti articoli dedicati all’argomento, nei quali si discutono l’uso e gli effetti benefici procurati dalla lettura, ad esempio:

http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2014/07/31/news/biblioterapia_-92829950/

http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/13_novembre_29/biblioterapia-funziona-mente-corpo-a08797e8-58f1-11e3-ade8-6dbcc0d06561.shtml

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/10/libri-rendono-felici_n_7550914.html

In Italia, www.biblioterapia.it è il primo ed unico sito web dedicato alla biblioterapia e al libro come strumento di conoscenza, di terapia, di acquisizione di consapevolezza, di crescita personale.

La biblioterapia viene usata spesso in pazienti con malesseri psicologici (come disturbi d’ansia, depressione, problemi alimentari), ma può essere un valido sostegno anche in caso di malattie organiche, da quelle oncologiche a quelle cardiologiche.

Prescrivere la lettura di un libro”, all’interno di un percorso psicologico, può aiutare la persona sofferente a riflettere su di sé, confrontarsi, sviluppare risorse e capacità empatiche, acquisendo nuove conoscenze.

Come spiega Rosa Mininno, psicologa e psicoterapeuta, ideatrice del sito www.biblioterapia.it“L’importante è chiarire che la sola lettura di un libro non può guarire, ma può avere una efficacia se integrata in un percorso di psicoterapia e con la scelta giusta dei testi in relazione alla situazione del singolo paziente e alla sua capacità di lettura”.

La biblioterapia può essere utilizzata anche con bambini e adolescenti per diversi disturbi: disturbi d’ansia, disturbi comportamentali, problemi di autostima, bullismo, disturbi del comportamento alimentare. La biblioterapia promuove la crescita cognitiva e socio affettiva dell’individuo, promuovendo la consapevolezza di sé e la capacità di relazione. 

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Educare i bambini alla lettura può dare loro importanti benefici, tra i quali lo sviluppo dell’intelligenza emotiva, delle capacità di attenzione e concentrazione e il miglioramento della relazione con i genitori.

Si segnalano alcuni libri diretti ai bambini e agli adolescenti, accogliendo anche nuovi suggerimenti e proposte…..


“I colori delle emozioni” di Anna Lienas

“Che rabbia!” di Mireille d’Allancé

” Fanno i bulli, ce l’hanno con me ” di Di Pietro e Dacom

“L’ABC delle mie emozioni” di M. Di Pietro


Terminiamo questo articolo con questa originale “prescrizione medica” tratta dal libro “Una piccola libreria a Parigi” di Nina George (Sperling & Kupfer):

Rime di rapido effetto, per anima e cuore, che risolvono catastrofi sentimentali lievi e mediamente gravi. Salvo diversa prescrizione, si consiglia la somministrazione su più giorni in un dosaggio ben tollerabile (da 5 a 50 pagine). Se possibile effettuare il trattamento con i piedi caldi e/o un gatto in grembo.

Se questo articolo ti è sembrato interessante, se desideri maggiori informazioni, o per ulteriori approfondimenti e richieste sull’argomento, contatta la dr.ssa Copat: puoi scriverle una mail all’indirizzo corinne.copat@gmail.com oppure telefonare al 347.3479888.


L’autrice: Dr.ssa Copat Corinne

La Dr.ssa Copat è Psicologa. Esercita la libera professione presso lo Studio di Psicologia di Pergine Valsugana. E’ laureata in Psicologia presso l’Università di Padova ed è specializzanda in Psicoterapia Psicodinamica.


Apre l’EMPATHY MUSEUM

Il 4 settembre a Londra è stato inaugurato l’Empathy Museum, il primo Museo dell’Empatia, un museo che invita le persone ad “indossare i panni altrui”, almeno per un giorno, per sviluppare una maggiore sensibilità.

Il museo sarà in realtà una mostra itinerante internazionale dedicata allo sviluppo della capacità di empatia e alla creazione di una rivoluzione globale delle relazioni umane.

Ma esattamente cos’è l’empatia? compassion-857727_640

Capita spesso di sentire parlare di empatia, attraverso i mezzi di comunicazione o nelle conversazioni abituali.

Innanzitutto, è importante distinguerla dalla simpatia e dalla compassione.

Nella simpatia non si condividono solo le emozioni, ma anche gli obiettivi, i valori e gli ideali dell’altro. La compassione, invece, pone l’attenzione sulla sofferenza ed è legata all’idea di una vittima di cui prendere le difese, magari contro un aggressore. Non prevede reciprocità e a volte può essere accompagnata da un sentimento di superiorità.

L’empatia è in realtà una capacità complessa che presuppone anche una buona gestione delle proprie emozioni.

Carl Rogers, psicologo statunitense, ha definito l’empatia come la capacità di utilizzare gli strumenti della comunicazione verbale e non verbale per mettersi nei panni dell’altro, identificandosi parzialmente nel suo mondo soggettivo nel contesto di un’accettazione autentica e non giudicante.

Successive teorie psicologiche hanno esteso il concetto, sottolineando come nell’empatia vi sia la possibilità di riconoscere” nel vissuto altrui qualcosa che si è già sperimentato nella propria esperienza emotiva; l’empatia comporterebbe quindi un partecipare dello stato emotivo dell’altro nella “qualità” di tale vissuto pur non condividendone l’intensità. Si tratta quindi di mantenere durante l’intero processo di sintonizzazione emotiva il proprio punto di vista, i propri valori e le proprie emozioni, dove i sentimenti dell’altro vengono compresi e condivisi senza tuttavia sostituire i propri. L’esempio è quello della madre che deve provare i medesimi sentimenti del bambino, anche se in modo meno intenso, altrimenti non potrebbe calmarlo.

L’empatia si può apprendere?

L’empatia viene sviluppata fin dalla più tenera età: la capacità di cogliere e gestire l’emozione dell’altro che è in noi stessi trova le sue radici più antiche nella comunicazione madre-bambino. Una corretta educazione emozionale passa attraverso la capacità del genitore di entrare in risonanza e comprendere i bisogni del bambino identificando e denominando i suoi stati emotivi affinché egli possa gradualmente imparare a riconoscerli, differenziarli e comprenderli.

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Tutti questi aspetti concorrono a far sì che l’empatia sia un fattore terapeutico specifico della psicoterapia, principalmente per una serie di caratteristiche positive, ad esempio: condivisione emotiva, accettazione, ascolto senza giudizio, coinvolgimento affettivo, ecc.

Link: http://empathymuseum.com/


L’autrice: Dr.ssa Copat Corinne

La Dr.ssa Copat è Psicologa. Esercita la libera professione presso lo Studio di Psicologia di Pergine Valsugana. E’ laureata in Psicologia presso l’Università di Padova ed è specializzanda in Psicoterapia Psicodinamica.